Glossario Medico

Termini tecnici e definizioni della Risonanza Magnetica spiegati in modo chiaro

A

Angiografia RM (MRA)

Applicazioni

Tecnica RM specializzata per visualizzare i vasi sanguigni senza necessità di cateterismo. Utilizzata per diagnosticare aneurismi, stenosi vascolari, malformazioni artero-venose e altre patologie vascolari.

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Artefatto

Tecnica

Distorsione o anomalia nell'immagine RM non corrispondente alla reale anatomia del paziente. Può essere causato da movimento del paziente, presenza di metalli, o limitazioni tecniche del macchinario. Riconoscere gli artefatti è cruciale per evitare diagnosi errate.

C

Claustrofobia

Paziente

Paura degli spazi chiusi che può rendere difficile per alcuni pazienti sottoporsi a RM tradizionale. Soluzioni includono macchinari aperti, sedazione leggera, o tecniche di rilassamento. È importante comunicare questa condizione al personale medico prima dell'esame.

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Controindicazioni

Sicurezza

Condizioni che rendono pericoloso o impossibile eseguire una RM. Includono pacemaker cardiaci non compatibili, alcuni impianti metallici, clip vascolari ferromagnetiche, e schegge metalliche negli occhi. È fondamentale dichiarare tutti gli impianti prima dell'esame.

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D

Diffusion-Weighted Imaging (DWI)

Tecnica

Tecnica RM sensibile al movimento casuale (diffusione) delle molecole d'acqua nei tessuti. Estremamente utile per la diagnosi precoce di ictus ischemico acuto, dove la diffusione è ridotta nelle aree colpite.

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F

FLAIR (Fluid-Attenuated Inversion Recovery)

Tecnica

Sequenza RM che sopprime il segnale del liquido cerebrospinale, rendendo più visibili le lesioni periventricolari e corticali. Particolarmente utile per diagnosticare sclerosi multipla, ictus e altre patologie cerebrali.

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G

Gadolinio

Mezzo di Contrasto

Elemento delle terre rare utilizzato come mezzo di contrasto nella RM. Iniettato per via endovenosa, accorcia il tempo T1 dei tessuti circostanti, aumentando il contrasto nelle immagini. Particolarmente utile per visualizzare tumori e infiammazioni.

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R

RM Funzionale (fMRI)

Applicazioni

Tecnica che misura l'attività cerebrale rilevando i cambiamenti nel flusso sanguigno. Utilizzata in neuroscienze per mappare le aree cerebrali attive durante compiti specifici e in neurochirurgia per pianificare interventi preservando funzioni critiche.

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Risonanza Magnetica Nucleare (RMN)

Generale

Tecnica di imaging diagnostico che utilizza campi magnetici potenti e onde radio per creare immagini dettagliate degli organi e dei tessuti del corpo. Non utilizza radiazioni ionizzanti, rendendola più sicura rispetto ad altre tecniche come la TAC.

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S

Sequenza di Impulsi

Tecnica

Serie programmata di impulsi di radiofrequenza e gradienti di campo magnetico utilizzata per acquisire immagini RM. Diverse sequenze (T1, T2, FLAIR, ecc.) enfatizzano diversi contrasti tissutali e sono scelte in base alla patologia da indagare.

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Spettroscopia RM

Applicazioni

Tecnica avanzata che analizza la composizione chimica dei tessuti misurando i segnali di diversi metaboliti. Utile per caratterizzare tumori cerebrali, distinguere tra necrosi e recidiva tumorale, e studiare malattie metaboliche.

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Spin Nucleare

Fisica

Proprietà intrinseca dei nuclei atomici che li fa comportare come piccoli magneti. Nella RM, gli spin dei protoni dell'idrogeno vengono allineati dal campo magnetico e poi perturbati dalle onde radio per generare il segnale.

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T

T1 (Tempo di Rilassamento Longitudinale)

Fisica

Tempo necessario affinché gli spin nucleari ritornino al loro stato di equilibrio dopo essere stati perturbati. Tessuti diversi hanno valori T1 diversi, permettendo di distinguerli nelle immagini. Il grasso ha un T1 breve (appare brillante), mentre i fluidi hanno un T1 lungo (appaiono scuri).

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T2 (Tempo di Rilassamento Trasversale)

Fisica

Tempo necessario affinché la coerenza di fase degli spin nucleari si perda dopo la perturbazione. Nelle immagini T2-pesate, i fluidi appaiono brillanti mentre i tessuti solidi appaiono più scuri. Utile per identificare edemi e lesioni.

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Tesla (T)

Fisica

Unità di misura dell'intensità del campo magnetico. I macchinari MRI clinici tipicamente operano a 1.5T o 3T. Campi magnetici più forti generalmente producono immagini di qualità superiore ma possono aumentare alcuni effetti collaterali.

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